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Ci sono imprese e cittadini normali e poi i signori dell’azzardo. Un altro favore

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Anche durante la fase di emergenza dettata dal Covid-19 le istituzioni hanno e continuano ad agevolare il settore del gioco d’azzardo. Privilegiandolo rispetto ai cittadini e alle imprese “normali”. Per tutti vi è stata una sospensione dei versamenti fino al 30 giugno con la possibilità di rateizzare le imposte fino ad un massimo di 5 rate mensili, per i signori dell’azzardo le rate sono prolungate a 8. Perché?

Dopo la mobilitazione dei cittadini l’Agenzia dogane e monopoli fa un passo indietro

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In una comunicazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli si legge che “a parziale modifica della determinazione del 23 aprile 2020, in data odierna è stata emanata una nuova determinazione che prevede l’impossibilità di riapertura della raccolta presso esercizi per i quali non vige obbligo di chiusura, delle scommesse su eventi sportivi e non sportivi, ivi compresi quelli simulati e della raccolta tramite dispositivi elettronici del tipo “slot machines ”

Azzardo: il Governo non ceda agli avvoltoi che puntano il nostro Paese

 Conte 21 aprile. Foto: governo.it DSC03745

L’Italia, già provata dall’aumento di fragilità economica e vulnerabilità sociale, non può reggere una riapertura del sistema-azzardo. I fondi speculativi che controllano il comparto lo sanno e conoscono la natura regressiva dei loro prodotti il cui consumo cresce nel momento stesso in cui aumentano povertà, precarietà e miseria. Il Governo alla prova finale: starà dalla parte della sicurezza nazionale e della salute pubblica o cederà agli interessi privati?

Caro presidente, non sbagli il primo passo, non riparta dal gioco d’azzardo

Giuseppe Conte

Il professor Bruni scrive a Giuseppe Conte: «I “giochi” e l’azzardo dovrebbero riaprire – se non possiamo chiuderli per sempre – come ultima attività del Paese, dopo la manifattura, i teatri, le biblioteche, i negozi. Far riaprire le sale scommesse prima dei musei e delle scuole dà al Paese un messaggio etico molto negativo, che produce molti più danni, anche economici, di quelli stimabili dal MEF»

L’azzardo riparte. È questa la normalità?

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Lo psicologo: “Chi fermerà ora i malati di azzardo che si vedono davanti la possibilità di ritrovare l’appuntamento con la loro rovina? E se tra loro ci fosse qualcuno portatore di quel tremendo virus maledetto? Piuttosto Ridateci i giochi dei nostri figli nei cortili e nei parchi”

Azzardo, solitudine e disagio non sono andati in quarantena

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Le misure restrittive che caratterizzano questo periodo per chi vive il problema della dipendenza da azzardo, sono davvero tutelanti e protettive. Non c’è offerta disponibile e non si può tantomeno uscire di casa. Ma questo aumenta la solitudine e la sofferenza dei dipendenti di azzardo e delle loro famiglie. Dobbiamo subito interrogarci sul dopo emergenza

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Simone Feder

No Slot

Psicologo, lavora da anni nelle strutture della comunità Casa del Giovane
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Marco Dotti

Seconda Classe

Redattore del mensile Communitas e di Vita. È docente di Professioni dell'Editoria presso l'Università di Pavia.
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Marcello Esposito

Economica*mente

Dirigente assicurativo. Dal 1990 al 2000 è stato economista presso l'Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana. È professore a contratto di International Financial Markets presso l'Università C.Cattaneo, Castellanza.
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